JJJJ, la Segreteria telefonica & il Liliphon

Allievi CSI – Girone B - stagione 2016/2017

Allenatore: D’Amore Filippo
 
Vice Allenatori: Ferrari Lorenzo – Mangili Luca
 
Borgo Palazzo – Bergamo – 07 maggio  2017 – ore 10,00
 
 
Prologo
 
Nel 2004, all’età di 92 anni, è morto l’uomo che inventò nel lontano 1948 la segreteria telefonica, brevettandola l’anno successivo.
JJJJ (Joseph James Zimmerman Jr. infatti era il suo nome) era nato a Milwaukee, negli Stati Uniti, e si era laureato in ingegneria elettronica presso la Marquette University.
In una intervista aveva ammesso di aver avuto l’idea della segreteria telefonica nel periodo in cui era titolare di un’impresa di impianti di riscaldamento e non aveva la possibilità di assumere una segretaria che rispondesse alle telefonate che arrivavano in ufficio.
Del resto anche in Italia i primi servizi di segreteria erano in effetti eseguiti da vere centraliniste in carne e ossa.
 
Nel settembre 1962 veniva invece presentato per la prima volta il servizio di segreteria telefonica automatica. La novità rispetto al servizio “segreteria abbonati assenti”, svolto manualmente dalle operatrici telefoniche che rispondevano al posto dell’utente quando questi era assente, consisteva nell’automatizzazione del servizio che, senza l’intermediazione dell’operatrice, poteva essere attivato autonomamente, in casa o in ufficio, dall’utente.
Per far ciò bastava dotarsi di un apparecchio automatico, il Liliphon, dotato di nastro magnetico e capace di registrare fino a 20 comunicazioni in arrivo e che, una volta collegato in parallelo al telefono, era in grado di entrare in funzione autonomamente quando l’abbonato risultava assente o non poteva o voleva rispondere alla chiamata.
La Virescit Allievi CSI per la partita di domenica 7 maggio contro l’Agnelli Olimpia deve aver trovato in qualche negozio di robivecchi un vecchio Liliphon capace di registrare fino a 20 comunicazioni in arrivo.
Perché, tra giocatori e allenatori, in panchina la Virescit aveva giusto 20 persone.
Ognuna delle quali, prima di scendere in campo, ha mandato il suo messaggio vocale che così recitava: “La domenica mattina del giorno 7 maggio 2017 sarò assente. Lasciate un messaggio, vi richiamerò non appena possibile. Grazie”.
Così che, ogni volta che gli attaccanti della Agnelli Olimpia hanno telefonato in area viola durante la partita, è partito il messaggio registrato del Liliphon, in modo che fosse loro assolutamente noto che avrebbero potuto fare tutto ciò che volevano.
Compreso vincere 5 a 1 contro delle controfigure dei giocatori viola, nel frattempo datisi alla macchia sull’Aspromonte dopo aver registrato il proprio messaggio sulla segreteria telefonica.
 
La cronaca
 
Entriamo in cronaca, ed è la cronaca di uno scempio.
Fischio d’inizio e la Virescit, per confondere le idee al nemico, fa finta di esserci.
Al 1′ tiro di Tiraboschi, ma è debole.
Al 2′ combinazione Mamani – Tiraboschi, tiro di quest’ultimo, fuori di poco.
Poi sale di tono l’Olimpia e al 4’ una punizione dal limite dei padroni di casa si stampa sul palo della porta viola e suona come sinistro presagio.
Infatti l’Olimpia preme (eufemismo per dire che è ormai padrona del campo) e al 12′ va in rete: una intelligente apertura coglie sulla fascia sinistra il numero 3, il quale entra in area e con una astuta palombella beffa Vinciguerra.
Al 17′ la Virescit ha un sussulto: Ferrari Francesco lancia Boughlem a sinistra, gran tiro dell’attaccante, risposta da campione del portiere locale, che sventa in corner.
Poi le controfigure viola tornano a sprofondare nel sonno, mentre l’Olimpia cuce e ricuce gioco senza problemi.
Al 26′ calcio di punizione della Olimpia. La palla viaggia verso l’incrocio dei pali, ma Vinciguerra per un attimo stacca la Segreteria telefonica e torna l’Uomo Ragno e vola a deviare in angolo.
Al 29′ invece la difesa viola decide che è domenica e alla domenica (anche se normalmente di pomeriggio) si va in balera: punizione da sinistra dell’Olimpia, liscio collettivo dell’intera difesa Virescit, irrompe l’attaccante locale e mette in rete il 2 a 0.
Sul doppio svantaggio per l’ultima volta la Virescit ha una reazione di orgoglio.
Al 31′ Cangiamila parte veloce come la Freccia Rossa, irrompe in area, spara senza pietà sul portiere, ma la parata di quest’ultimo è miracolosa e nega un gol che sembrava già fatto.
È però questione di due soli altri minuti.
Al 33′ rinvio lungo di Vinciguerra nella metà campo avversaria, Boughlem riceve palla sulla tre quarti e va via imprendibile come Carl Lewis quando era il Figlio del Vento.
Entrato in area incrocia un diagonale micidiale imprendibile per il portiere e accorcia le distanze.
La partita della Virescit finisce qui.
Poi, siccome il saggio detto popolare dice che piova sempre sul bagnato, al 35’, giusto prima che l’arbitro mandi le squadre negli spogliatoi per l’intervallo, Flores Chavarria trova il modo di rimediare la seconda ammonizione e farsi espellere, lasciando i propri compagni in 10 contro 11.
 
Nel secondo tempo la Virescit praticamente non si vede e l’Olimpia dilaga.
Al 4′ corner per l’Olimpia e l’attaccante locale di testa mette fuori di poco.
Al 6′ punizione dell’Olimpia da destra, Vinciguerra alza sopra la traversa.
Al 10′ è invece Maraglio che prova ad allentare la pressione dei locali, lanciando Boughlem, il quale scocca un bel tiro angolato, ma è fuori.
Al 11′ invece l’Olimpia mette il terzo sigillo: sulla fascia sinistra i difensori viola lasciano che l’attaccante dell’Olimpia faccia quello che vuole, compreso entrare in area e segnare indisturbato ed è 3 a 1.
La Virescit a questo punto si volatilizza del tutto.
Gioca solo l’Olimpia e tutto ciò che si può notare della Virescit sono alcuni grandi recuperi difensivi, tra cui uno particolarmente pregevole di Paruta al 19’.
Al 21′ invece l’ennesimo pasticciaccio brutto de via Merulana in area Virescit: su un rilancio dell’Olimpia che arriva quasi al limite dell’area viola Vinciguerra sfoglia la margherita “esco, non esco, aspetto, esco” per decidere di uscire infine in ritardo e rilanciare in qualche modo il pallone.
Il quale rimpalla su un avversario che non ha difficoltà a deporre in rete il 4 a 1.
Un minuto dopo invece un cross dalla fascia viene clamorosamente mancato dalla difesa viola e il numero 9 dell’Olimpia mette in rete il più facile dei palloni.
5 a 1 e partita definitivamente chiusa.
Negli ultimi dieci minuti l’Olimpia si limita ad amministrare il risultato, mentre la Virescit non riesce più a reagire.
Si può annotare un ultimo brivido al 35′ quando su un calcio di punizione Paruta tocca per Tiraboschi, il quale tira costringendo il portiere locale ad una grande parata.
Ma sarebbe stato comunque ininfluente.
Oggi il buon vecchio zio Vujadin si sarebbe rivolto ai giocatori della Virescit con la seguente delle sue celebri battute: “In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto.”
 
Vittorio Maraglio

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