Il ritorno dell’Uomo Ragno & la leggenda del Bomber Ramarro

Allievi CSI – Girone B - stagione 2016/2017

Allenatore: D’Amore Filippo
 
Vice Allenatori: Ferrari Lorenzo – Mangili Luca
 
Villaggio degli Sposi – Bergamo – 30 ottobre 2016 – ore 11,00 (sempre molto all’incirca. La partita questa volta è iniziata alle ore 11,20, sempre per precisione di cronaca.)
 
 
Prologo
 
Correva l’anno 1962 quando fu presentato il primo fumetto dell’Uomo Ragno.
L’Uomo Ragno è Peter Parker, studente appassionato di scienza e poi giornalista, molto timido ed impacciato, il quale vede cambiare la sua vita il giorno di una visita ad una conferenza scientifica. Durante una dimostrazione sull’energia nucleare e la radioattività, un ragno viene investito dalle radiazioni. Fortemente traumatizzato, il ragno cadde sulla mano di Peter, mordendolo prima di morire
Dopo il morso del ragno Peter acquisisce una vasta gamma di poteri: adesione (a qualunque superficie), forza sovrumana, super velocità, super resistenza, super agilità, super equilibrio, super riflessi, fattore rigenerante (fattore di guarigione accelerato), immunità alle contaminazioni, senso di ragno (il sesto senso che lo avverte dei pericoli), rilevazione frequenze radio.
E diventa l’Uomo Ragno.
 
Correva invece l’anno 1992 quando gli 883 cantavano “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, canzone nella quale, nel corso della solita notte da lupi nel Bronx, ad un tratto si da la dritta sicura che abbiano ucciso l’Uomo Ragno, brancolando nel buio sugli autori effettivi dell’efferato delitto, ma ipotizzando comunque la responsabilità, nell’ordine, della mala, della pubblicità o di qualche industria del caffè e ammettendo in ogni caso che ne sfugga il perché.
 
L’Uomo Ragno della squadra degli Allievi CSI della Virescit è Nicola “Nico” Vinciguerra, portierone insuperabile e sicurezza assoluta per i compagni della retroguardia.
Sempre sugli scudi, sempre inappuntabile, il numero 1.
Poi all’inizio di questo campionato in effetti un po’ l’abbiamo pensato non che ce lo avessero ucciso l’Uomo Ragno, ma che lo avessero quanto meno rapito: alla seconda e terza giornata due sue uscite decisamente non impeccabili avevano fruttato altrettanti gol agli avversari.
E oltre a quello la sensazione per due-tre giornate è stata quella che l’Uomo Ragno il senso di ragno l’avesse un po’ perso e faticasse a ritrovarlo.
 
Però è vero anche che pure l’Uomo Ragno ogni tanto sia solo Peter Parker e non possa essere sempre supereroe.
Ma l’Uomo Ragno è intelligente e tenace e quindi torna a ripassare il catalogo dei propri superpoteri, soffermandosi in particolare su quelli più necessari tra i pali di una porta di calcio e che sembrano quelli più smarriti:

  1. Super agilità: l’agilità, l’equilibrio e la coordinazione corporea di Spider-Man sono incredibilmente elevati. È straordinariamente agile e i suoi tendini e tessuti connettivi sono due volte più elastici di quelli di una persona comune, nonostante la loro forza maggiore. Ha numerose abilità acrobatiche.
  2. Super equilibrio: Spider-Man possiede la capacità di raggiungere uno stato di perfetto equilibrio in ogni posizione immaginabile. Sembra in grado di regolare la sua posizione d’istinto, bilanciandosi praticamente su qualsiasi oggetto, non importa quanto piccolo o stretto.
  3. Super riflessi: i riflessi di Spidey sono circa 20 volte superiori a quelli di un ordinario essere umano. In combinazione con il suo senso di ragno, la velocità dei suoi riflessi gli permette di schivare quasi ogni attacco o anche colpi di armi da fuoco. In alcuni casi ha schivato proiettili utilizzando solo i riflessi senza il suo senso di ragno.

 
Poi, in una meravigliosa giornata di novembre baciata dalla limpidezza cristallina del cielo e da un sole che pare primaverile, l’Uomo Ragno torna.
 
Siamo al 10’ del primo tempo e sul campo si affrontano Virescit e Poliscalve ed è già chiaro che la Virescit sia nettamente superiore e che dovrebbe essere solo questione di tempo prima che questa netta superiorità trovi sbocco in uno o più gol di vantaggio.
Ma per intanto il risultato è ancora fermo sullo 0 a 0 e la Poliscalve è in avanti in una delle sue poche azioni offensive e sta per creare le sue uniche due occasioni da gol in tutta la partita.
Succede che sulla fascia destra l’attaccante della Poliscalve riesca ad andar via a Regonesi e a servire in mezzo all’area il proprio compagno il quale venga a trovarsi assolutamente solo.
Talmente solo da avere tutto il tempo di aggiustarsi la palla, alzare la testa e guardare Vinciguerra preannunciandogli con gli occhi che sta per impallinarlo senza pietà.
Talmente senza pietà che da distanza ravvicinata, tre metri non di più, scaglia un tiro di potenza inaudita.
Ma l’Uomo Ragno si è allenato sui tre superpoteri, super agilità, super equilibrio, super riflessi, e con un istinto davvero sovrumano levita a mezz’aria e con tutto il corpo si oppone alla bordata respingendola di nuovo verso l’avversario.
Il quale al volo la scaglia di nuovo verso la porta, ma l’Uomo Ragno ha ancora un riflesso fantascientifico (i riflessi di Spidey sono circa 20 volte superiori a quelli di un ordinario essere umano? No, di più, molto di più).
Pallone respinto definitivamente in una zona del campo dove la difesa viola possa rinviare.
Da più di 15 anni il nostro povero cronista gira per tutti i campi di calcio provinciali e quante siano le partite da lui osservate ormai se ne è perso il conto.
Ma il giorno che dovesse compilare la classifica delle più belle parate di sempre da lui viste, questa doppia parata di Vinciguerra verrà messa al numero 1 assoluto.
Applausi per sempre.
 
La cronaca
 
Entriamo in cronaca.
Ma prima si renda omaggio a un altro personaggio illustre della squadra viola, al secolo Ferrari Francesco, in arte il bomber Ramarro, talmente noto ormai anche al di fuori dei confini provinciali che gli è stato dedicato perfino un libro [n.d.r. “La leggenda del bomber Ramarro” – Fabio Capecelatro – Giunti Editore].
Oramai si può scommettere solo sul modo nel quale realizzerà: con tiro da lontano, dribblando i difensori, di rapina in mezzo all’area…
Perché segnare segna sempre: sette gol in cinque partite, una media realizzativa da Pallone d’oro.
Ne mette due anche in questa partita:

  1. Al 15’ del primo tempo: Ferrari Lorenzo della Virescit da fuori area tira, la palla sembra leggermente alta sulla traversa, invece all’ultimo cambia traiettoria e ricade, stampandosi sulla traversa della porta difesa dal portiere della Poliscalve. Il pallone rimbalza in mezzo all’area, dove è appostato come un falco Ferrari Francesco che con un tiro potente da distanza ravvicinata la mette in rete. 1 a 0 per la Virescit.
  2. Al 18’ del primo tempo: su un rinvio lungo della retroguardia viola Tiraboschi se ne va sulla fascia destra resistendo alla carica dei difensori avversari per servire poi un bell’assist a Ferrari Francesco in mezzo all’area. Il bomber Ramarro, senza perdere la freddezza, inquadra la porta e fulmina il portiere. 2 a 0 per la Virescit.

 
E adesso che la si inizi per davvero ‘sta benedetta cronaca.

Al 5′ Mamani, ben imbeccato da un lancio di Maraglio, entra in area e tira, fuori
Al 7′ corner battuto da Ferrari Francesco, ne nasce un batti e ribatti in area, il tiro ultimo di Mamani è ancora una volta fuori.
Il gioco è nelle mani della Virescit che si distende in maniera armoniosa con movimenti equilibrati di tutti i propri reparti.
Però al 10’ è la Poliscalve che ha due occasioni consecutive sventate da Vinciguerra con le due paratone pazzesche ravvicinate che vi abbiamo raccontato nel prologo.
Da quel momento la partita assume quasi le caratteristiche di un monologo viola.
Al 11′ Tiraboschi su lancio di Mamani viene a trovarsi da solo in mezzo area. Bel controllo di palla, ma il tiro è alto.
Al 12′ uno scatenato Ferrari Francesco ruba un pallone sulla fascia sinistra, incrocia in mezzo, tira, fuori di poco.
Al 13’ Maraglio serve Ferrari Lorenzo nel corridoio centrale del campo, tiro, fuori.
Al 15’ Ferrari Francesco mette il suo primo sigillo sulla partita come vi abbiamo già raccontato.
Al 18’ invece il bomber Ramarro mette il suo secondo sigillo, e anche questo ve lo abbiamo già raccontato.
Al 19’ Tiraboschi viene a trovarsi da solo in mezzo all’area a tu per tu con il portiere ma tira addosso a questo ultimo in uscita ed è solo corner.
Un minuto dopo su corner Maraglio salta altissimo ma non riesce a toccare la palla, la quale giunge però a Ferrari Lorenzo alle sue spalle. Il tiro viene però parato.
Al 21’ Ferrari Lorenzo lancia Maraglio in area, l’arbitro fischia fuorigioco che è tale perché “fuorigioco è quando arbitro fischia”, ma in realtà non c’era.
Al 24’ Maraglio lancia invece Tiraboschi nel cuore della difesa avversaria, ma la difesa stessa è brava a recuperare.
Al 25’ Ferrari Francesco batte l’ennesimo corner, Ferrari Lorenzo appostato in mezzo all’area si esibisce in una mezza rovesciata elegante ma senza successo: fuori.
Al 26’ un’altra occasione per la Virescit: Mamani lancia Tiraboschi sulla fascia destra, Tiraboschi scende verso il fondo facendo convergere su di sé i difensori, poi serve un pallone d’oro in area per l’accorrente Ferrari Francesco, il quale in scivolata sembra poter correggere in rete, ma la palla prima si ferma tra le sue gambe e poi scivola fuori oltre la linea di fondo.
Al 31’ prova a dare qualche segno di vita la Poliscalve: punizione dal limite, azione confusa in area, ma nulla di fatto.
Al 35’ Maraglio trova il modo di farsi ammonire prima che le squadre vadano al riposo.

Il secondo tempo inizia ed è da subito chiaro che sarà un monologo dei viola.
Al 2’ la Virescit in azione di alleggerimento a centro campo: passaggio in profondità per Tiraboschi che si invola solitario vanamente inseguito dalla difesa valdiscalvina. 3 a 0 e partita praticamente chiusa.
Al 3’ Cangiamila viene lanciato da Tiraboschi, ma il fuori gioco fischiato dall’arbitro questa volta è indiscutibile.
Al 4’ ci prova ancora di Tiraboschi: il tiro è fuori di poco.
Tiraboschi ci prova nuovamente al 14’ su punizione, ma calcia sulla barriera.
Nel frattempo è stato esclusivamente un arrembaggio della Virescit, con la Poliscalve inerme a subire.
L’arrembaggio Virescit prosegue ancora senza respiro.
Al 18’ Mamani prova il tiro, ma si trova in fuori gioco.
La Poliscalve non sa più a che santo votarsi e, pur essendo composta da giovani virgulti, applica alla lettera gli insegnamenti del credo del buon vecchio Paròn Nereo Rocco: “Tutto quello che si muove sull’erba, colpitelo. Se poi è la palla, pazienza” (Nereo Rocco, a dire il vero, lo diceva in dialetto veneto: “Tuto quel che se movi su l’erba, daghe. Se xe la bala, pasiensa”.).
Risultato: in 2 minuti 3 falli e 2 ammonizioni per i valdiscalvini.
Al 19’ ennesimo calcio d’angolo per la Virescit, ma niente di fatto.
Al 23’ Mamani viene fermato in fuorigioco, anche questo da ascriversi tra quelli inesistenti.
Al 26’ Cangiamila vuole segnare a tutti i costi: tiro di piede ma senza esito; a seguire cross di Agostino, testa ancora di Cangiamila, fuori di pochissimo.
Al 28’ la Virescit ci prova ancora con una punizione dal limite, ma anche questa occasione sfuma.
Ma il gol è nell’aria tersa e limpida di questa splendida giornata di ottobre.
Al 30’ cross di Marras per Cangiamila il quale tenta una rovesciata acrobatica che viene però ribattuta dalla difesa.
Ma Agostino è in agguato: sulla ribattuta si impossessa del pallone, tira e segna. 4 a 0 e pratica definitivamente archiviata.
Il resto è ancora predominio Virescit con due sole, timide e inconcludenti, punizioni della Poliscalve.
Poi il fischio finale dell’arbitro mette fine alla partita e manda tutti negli spogliatoi.
Incontro a senso unico.
Virescit bella ed efficace, capace di esprimere un ottimo gioco corale per tutta la partita con continuità e intensità.
Per il resto rivolgersi all’Uomo Ragno e al Bomber Ramarro.
 
Vittorio Maraglio

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